L'altroieri: -2 (*)
Ieri: -7 (*)
Oggi: -8 (*)
(*) Numero ragazzini mancanti in classe dell'Ometto causa influenza. Non sentite grufolare anche voi? Io sì, e sempre più forte...
Non so se vi interessa, ma ve lo dico lo stesso: noi non ci vacciniamo.
Con un ritardo cosmico pubblico un meme e un premio di cui mi ha omaggiato smile.

Devo raccontare dieci cose di me che siano vere. Beh, tutto quello che scrivo qui è vero...
e poi qualcosa avevo già detto...
1. Sono bassina, cioè 1 metro e 60 con il salto. In supermercato ogni tanto devo chiedere a qualche passante alto di prendermi quello che sta sull'ultimo scaffale.
2. Sono molto miope, alterno occhiali e lenti a contatto. (mmm, sta venendo fuori un ritratto proprio da supergnocca!
)
3. Oggi, ad una riunione, quando una tizia si lamentava della freddezza delle email rispetto alle lettere scritte a mano, stavo per dire "ma no, ci sono anche gli emoticon!". Ringraziando il cielo il mio angelo custode mi ha tappato la bocca. (In realtà la tizia ha ragione... ma sai che effettone faceva la frase?)
4. Adoro internet. E'stata la più grande invenzione del ventesimo secolo. Il web 2.0 è quella del ventunesimo.
5. Non sono su facebook (in contraddizione con il punto 4). E' perchè mi piace l'anonimato, ma se sai smanettare un pochino scopri tutto di me.
6. Mastico decentemente l'inglese che ho studiato per 5 anni + vari corsi e corsetti (ho anche il PET, che non è un animale da compagnia ma un diplomino ufficiale), ho studiato per 6 anni francese, ho fatto 2 anni di tedesco e qualche mese di spagnolo , che ho ripreso ora studiandolo insieme all'Ometto. Sullo sloveno caliamo un velo pietoso. Avevo imparato qualche frase in giapponese e a contare fino a 10.
7. Ho molto spesso incubi di tutti i tipi: dai cadaveri e bare, al perdere treno/aereo, allo scoprirmi che vivo ancora insieme ai miei genitori e in procinto di trasferirsi in un'altra ennesima città, al piangere disperatamente senza motivo. (il simpatico ritrattino si arricchisce di una certa mentalità da psicopatica... )
8. Ho la vocina. Ogni tanto al telefono quelli che chiamano per venderti qualcosa mi dicono "puoi passarmi la mamma?" E ogni tanto io rispondo "torna più tardi, è andata a fare la spesa..."
9. Non sopporto quelli che rimangono ancorati ai favolosi anni '80 ("e ma com'era la musica anni '80 ora ce la possiamo sognare..") Ora ad esempio sto ascoltando il programma "Stardust" su M2O e mi viene da ballare.
10. Credo davvero (e qui potete sganasciarvi dalle risate) che siamo alla fine dei tempi, e che presto il mondo conoscerà un sovvertimento mai visto prima. Sarà la fine del mondo, ma così come lo conosciamo ora, non la sua distruzione. Dopo inizierà una nuova era di pace e giustizia. Prima che diciate qualcosa, no, non vado a vedere il film catastrofista "2012". Spero di bloggare ancora tre anni, in modo che possiate venire a prendermi per il culo il 22 dicembre.
Il premio ricevuto è invece per "un blog da tenere d'occhio". Premio che smile immediatamente mi ritirerà dopo il ritrattino di blogger cesso, psicopatica e anche catastrofista con la vocina. Ma prima che tu lo faccia ti ringrazio moltissimo!

Dovrei passare avanti, ma io sono una ciofeca con le catene,per cui lascio libera la scelta a chi legge.
Invece vorrei contraccambiare segnalando la bellissima iniziativa di smile riguardo "la rivincita della cartolina" (ehm... vedi punto 3 precedente...)
Dopo un figlio che non sa cosa sono le veline, scopro di avere un marito che non sa chi è Belen.
(La citazione esatta era: "...ma la uacca* chi è?". "Belen!" "E cioè?" "Una showgirl" "Perchè usi 'sti nomi stranieri? Chiamala con il suo nome: uacca".)
Sempre a proposito di rapide immersioni nel mondo reale, sono appena scappata via dalla tv dove zappando ho avuto la visione di un programma per bambini (credo) condotto da Bonolis dove c'era Belen con una gonna inguinale che sculettava insieme ad una decina di bambine quattrenni che, estasiate, la imitavano. Corso accelerato di mignottocrazia per bambine in età pre-scolare.
*la uacca è la mamma del uitello, per capirsi
Non ho avuto alcun dubbio se festeggiare o no Halloween, ma non in seguito a discussioni filosofiche sulle radici celtiche della festa, o argomenti pro/contro il consumismo importato dall'estero, ma semplicemente perchè l'Ometto odia travestirsi.
Avevo già detto che il primo e ultimo carnevale passato indenne è stato il primo, nel quale l'Ometto era un soggetto ancora passivo per il quale un vestito valeva l'altro. Già all'età di due anni la vestizione si è tramutata in pianti da vitello sgozzato, al terzo anno ho mollato il colpo. Se non vuole travestirsi, sono fatti suoi.
C'è stato tre anni fa un attimo di cedimento che mi ha fatto credere che le cose fossero cambiate, ma è stata una fugace illusione. Inoltre non sopporta assolutamente dipingersi la faccia o le mani, all'asilo era l'unico che si rifiutava di utilizzare la "pittura a dita". Quest'estate, in occasione del Canada-Day moltissimi canadesi si erano dipinti una foglia d'acero sulla faccia: inutile dire che l'Ometto era veramente inquieto. Non vi dico poi quando le gentili signorine canadesi dei banchetti lungo la strada lo fermavano proponendogli almeno un tatuaggio rosso/bianco (rimovibile, ovviamente) sulla guancia!
Nel mio libro-bibbia sui bambini amplificati, c'è scritto che spesso chi è molto sensibile non sopporta nulla che modifichi il suo corpo e il suo aspetto, per cui ho imparato a non stupirmi più.
Sabato pomeriggio eravamo in giro e abbiamo incontrato vari bambini mascherati, e lui :"Per Halloween nessuno dovrebbe travestirsi, e soprattutto nessuno dovrebbe pitturarsi la faccia!". Gli ho fatto notare che non era un atteggiamento molto democratico e che gli altri hanno diritto di fare quello che vogliono... vi ho già detto che il suo soprannome in casa è anche "Piccolo Quacchero?".

A casa nostra non siamo estremisti, abbiamo le nostre pigne in testa (soprattutto io) ma in sostanza ci pare di essere abbastanza normali, al limite del noioso come mi dico ogni tanto. Certo non seguiamo le mode, e ragioniamo con la nostra testa, trovandoci esclusi a volte dalle classiche "chiacchiere da macchinetta del caffè".
In passato mi sono spesso ritrovata a riflettere su questi nostri atteggiamenti che ovviamente stavano influenzando nostro figlio, ma solo ora mi sono resa conto di colpo di quanto sia "formativo" per un bambino l'ambiente familare e le scelte, grandi e piccole, che si compiono quotidiamente .
Da dove nasce questa rivelazione? Perchè prima non ne ero tanto conscia?
La scorsa settimana sono andata al colloquio con gli insegnanti di mio figlio e la prof di riferimento, una persona -a sorpresa viste le passate esperienze delle elementari- molto empatica e osservatrice, mi accoglie con un sorriso dicendomi "voi non guardate molta tv, vero?". La sensazione che ho provato è di essere immediatamente nuda in piazza affollata.
Per capirsi, in casa abbiamo la tv e anche la guardiamo, ma analizziamo i fatti...
- guardiamo soprattutto tv satellitare
- non guardiamo la tv nè la mattina prima di andare a scuola, nè durante i pasti (cena compresa)
- l'Ometto in passato guardava cartoni animati -e basta-, con la tendenza a passare troppo tempo davanti allo schermo, per cui dovevo monitorare (come succede con tutti i bambini). L'anno scorso ha improvvisamente cambiato gusti e ora i suoi programmi preferiti sono i vari documentari di Discovery come quelli sullo spazio, sui grattacieli, di storia. E guarda solo quelli. E per minor tempo.
- l'Ometto alle 9 va a dormire.
Insomma, è nato questo caso perchè l'Ometto a scuola non sapeva cosa erano le veline. Non sa cos'è Striscia la Notizia, non sa nemmeno cos'è X-Factor nè annessi e connessi. Non sa niente di calcio perchè a noi non interessa. E' inoltre l'unico in classe a cui non piace la coca-cola, ma questo è solo "colpa" sua in quanto è terribilmente selettivo con i cibi. L'Ometto non ha il cellulare e non lo vuole. Per il momento l'Ometto non è appassionato di musica (ma noi ne sentiamo tanta), per cui non vuole nemmeno l'Ipod. Ma la Prof mi ha chiesto, praticamente, un po' più di "aurea mediocrità" per evitare che l'Ometto venga emarginato dal gruppo, a quest'età tanto importante.
Crisi. Primo, pur dicendoci spesso ridendo -io e la dolcemetà- che stavamo crescendo un "disadattato", non ci eravamo resi conto che lo stavamo facendo davvero. Secondo, abbiamo voglia di cambiare i nostri valori e le nostre abitudini per venire incontro al gruppo?
Mi sono messa persino ad analizzare: ma perchè non guardiamo, ad esempio, Striscia la Notizia? Risposta: perchè a quell'ora o mangiamo -senza tv- oppure perchè facciamo altro tutti insieme oppure padre-figlio-da soli. E X-Factor? L'Ometto a quell'ora dorme e noi guardiamo un film, oppure CSI o qualche programma tipo Ballarò/Report/Anno zero (o qualche approfondimento sul non abbastanza valutato Current TV). E il cellulare? Ha senso imporglielo -visto che lui non lo vuole- per 15 minuti di strada da solo? E tutte le mie chiacchiere sui danni al cervello, le butto nel gabinetto? Ma lo stiamo crescendo in un mondo che non esiste?
Allora gli abbiamo fatto almeno un corso intensivo di "mondo reale". Una sera ci siamo soffermati sul famoso Striscia la Notizia: gli abbiamo spiegato cos'è, chi è il Gabibbo, cosa sono le veline (sono signorine poco vestite che non parlano mai e hanno l'aria un po'stupida, per cui non è un complimento dire a qualcuna "sei una velina", come invece fanno le tue compagne di classe...). Corso accelerato di regole del calcio, serie A, B, C, nomi delle maggiori squadre, calcio mercato, idea generale di cosa è X-Factor e cosa sono i reality-show.
Insomma, tipo visita al museo... l'abc della chiacchiera da bar, anzi da intervallo scolastico.
Pensiamo che sia sufficiente: non cambieremo abitudini.
Sì, è vero, lo stiamo crescendo in un mondo che non esiste. Ancora. 
Questo post partecipa al blogstorming.

Ecco il consueto riepilogo delle novità di Erbe di Melanele.
L'articolo del mese riguarda l'inverno e i suoi malanni. Cosa possiamo fare per evitare di ammalarci, oltre a ballare le macumbe, passare in autoclave tutta la casa e disinfettare le mani da stringere? Qualche spunto in "Un inverno in salute".
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